KCAP - Crown Cap with CO2 pressure control valve - patented by Davide Franzosi, Birrificio Montegioco & Marco Piccinini|info@somstudio.it

How it works

How it works2018-03-29T20:54:19+00:00

Crown cap with standard dimensions, equiped with a mini mechanical valve studied to control the inner pressure inside a beer bottle and two liquidproof, permeable to C02 membranes.

Externally the cap is exactly alike the common crown cap. It includes one spring valve and two membranes without exceeding the average cap’s thickness.

Caps are available in many versions, with different pressure limits, according to the different styles of beer and pressure value needs.

Compatible with the most common capping machines.

When stored in horizontal position, beer will never get out of the bottle thanks to 2 special one-direction semi-permeable membranes and the bottle will remain always 100% sealed.

No oxydation. 

In Italiano 🙂

Il tappo K-CAP è costruito a partire da un comune tappo a corona, al quale è stato applicato un inserto assemblato realizzato in polimeri e acciaio composto da:

  • Una membrana semipermeabile che permette il passaggio di CO2 e blocca i liquidi
  • Un guscio contenitore
  • Un cilindro-valvola
  • Un pistone trattenuto da una molla in acciaio Inox alimentare.
  • Una seconda membrana, esterna, che coadiuva la prima ed impedisce al 100% l’ingresso di ossigeno, pulviscolo o altri elementi dall’esterno.

A seconda del livello di carbonazione desiderato è possibile scegliere molla con K diverso in modo tale da regolare a priori il tasso di CO2 interno della bottiglia.

Le membrane assicurano la totale unidirezionalità del tappo, impedendo l’ingresso di di qualunque sostanza o elemento e impediscono alla valvola di funzionare quando è rivolta in posizione orizzontale.

Il pericolo ossidazione è stato a lungo studiato e in questo modo viene scongiurato.

Principi di utilizzo

Il tappo è stato pensato per gli stili brassicoli che comprendono fermentazioni coadiuvate da elementi non standard quelle date da lieviti particolari, selvaggi, bretta, ingredienti come frutta o tutto ciò che la fantasia del birraio può creare.

KCAP non è stato originariamente pensato per risolvere problematiche ma bensì per lavorare sul controllo della fermentazione ed avere a disposizione un parametro in più per lavorare sulla naturale evoluzione della birra direttamente in bottiglia ma può in effetti, su birre standard, aumentare shelf-life, stabilità in temperatura e nel tempo, coerenza con gli stili brassicoli, rispetto delle normative sulla CO2.

Ci piace pensare che un giorno si possano creare nuovi concetti di birra a partire dall’utilizzo del KCAP